Glossario del Wound-Care e Bibliografia

GLOSSARIO DEL WOUND CARE  E BIBLIOGRAFIA DEL PRONTUARIO

GLOSSARIO

ABRASIONE: trauma superficiale della cute a spessore parziale, spesso causato da frizione.

ALGINATI: fibre in tessuto non tessuto derivate da alghe marine: derivano dalla parete cellulare delle alghe brune Laminaria e Ascophillum, diffuse in Europa e negli Stati Uniti, da cui si estrae l’acido alginico poi convertito nel suo sale, l’alginato di sodio o di calcio; il primo, solubile in acqua, è usato come addensante e stabilizzante in industria alimentare e farmaceutica, mentre il secondo, insolubile, trova impiego in medicamenti ed in garze emostatiche. Le medicazioni a base di alginati prima dell’uso appaiono soffici e lanose, ma a contatto con l’essudato si trasformano in gel. Producono un ambiente umido e sono utili su lesioni piane e cavitarie. Hanno proprietà emostatiche.

AMBIENTE UMIDO: microcosmo che si realizza nell’interfaccia tra una medicazione avanzata ed il fondo di una lesione. Promuove la riparazione tissutale, facilita la rimozione del materiale devitalizzato tramite autolisi, protegge la lesione dalle contaminazioni esterne.

ANAEROBI: organismi che non necessitano di ossigeno per sopravvivere. Gli anaerobi facoltativi possono essere attivi anche in presenza di ossigeno. Nell’uomo gli anaerobi rappresentano la flora saprofita più comune. Le ferite infette con anaerobi producono un odore acre e putrescente caratteristico.

ANGIOGENESI: la formazione di nuovi vasi sanguigni. Nel tessuto danneggiato è presente inizialmente sul fondo della lesione.

ANOSSIA: uno stato in cui il tessuto non riceve un adeguato apporto di ossigeno. ANTISETTICI: sostanze in grado di ridurre la carica microbica sulla superficie del tessuto cutaneo o mucoso.

ARROSSAMENTO: vedi eritema.

ASCESSO: raccolta localizzata di pus confinata all’interno di una cavità delimitata da tessuto o da un organo. Se l’ascesso si rompe e comunica con l’esterno del corpo, o con un’altra cavità si può determinare una fistola.

ASEPSI: assenza di microrganismi. E’ finalizzata a prevenire la colonizzazione di una ferita mediante sterilità dei materiali che vengono in contatto con essa come strumenti, fluidi, medicazioni.

ATROFIA: diminuzione dello spessore e della resistenza della cute.

AUSILI A PRESSIONE ALTERNATA: prodotti costituiti da una serie di cuscini interconnessi che, gonfiandosi e sgonfiandosi alternativamente, impediscono alla pressione di esercitare la propria forza costantemente sulla cute.

AUSILI A BASSA CESSIONE DI ARIA: prodotti costituiti da una serie di cuscini interconnessi fabbricati in tessuto poroso che consente il passaggio di aria dall’interno verso il soggetto. Questo movimento di aria aiuta a controllare l’umidità, prevenendo i danni da macerazione cutanea.

AUTOLISI: rimozione naturale dei tessuti attraverso l’azione di enzimi prodotti dalla lesione stessa.

BATTERIOSTATICO: agente chimico che inibisce la moltiplicazione dei batteri.

CELLULITE: infezione non suppurativa dei tessuti molli, normalmente causata dallo Streptococcus piogene (Streptococco β emolitico di gruppo A). Sono presenti sintomi e segni dell’infiammazione. La cellulite si manifesta sulla cute perilesionale della ferita, con netta demarcazione rispetto alla cute sana. L’infezione può diffondersi attraverso le reti linfatiche.

CICATRICE: esito della perdita di sostanza che ha interessato il derma; si caratterizza per la assenza di fibre elastiche.

CITOTOSSICO: agente potenzialmente mortale per le cellule.

COLLAGENE: proteina prodotta dai fibroblasti che fornisce il supporto al tessuto connettivale e rappresenta la maggior proteina strutturale per la cute. Il collagene viene prodotto durante la fase proliferativa e di granulazione della riparazione tessutale, ma viene ristrutturato durante la fase di rimodellamento.

COLONIZZAZIONE: moltiplicazione di microrganismi senza evidenti segni clinici.

CONNETTIVO: tipo di tessuto che prende il nome da una delle sue funzioni: connettere fra loro i vari organi. Il tessuto connettivo è tipicamente formato da cellule immerse in una sostanza amorfa e piena di fibre.

CONTAMINAZIONE: presenza di microrganismi senza moltiplicazione degli stessi. EPUAP: organismo internazionale per lo studio della Ulcere da pressione (European Pressure Ulcer Advisory Panel) è stato costituito nel 1996 ed ha la finalità di condurre e sostenere tutti i paesi europei nella prevenzione e trattamento delle lesioni da pressione.

DEBRIDEMENT: rimozione di tessuto devitalizzato e di materiale estraneo da una lesione.

FASCIA: una lamina di tessuto connettivale che avvolge le strutture muscolari e gli altri organi.

FATTORI DI CRESCITA: elementi essenziali per la proliferazione cellulare, costituiti da citochine e peptidi. Vengono definiti con il nome della cellula da cui prendono origine.
Hanno funzione di replicazione e migrazione cellulare, sintesi del collagene e della matrice extracellulare.

FIBROBLASTI: cellule della matrice connettivale. Contribuiscono alla formazione di collagene.

FILM: medicazione avanzata costituita da una pellicola trasparente di polietilene e poliuretano con adesività selettiva.

FISSURAZIONE: presenza, obiettivamente rilevabile, di soluzione di continuo del piano della cute, avente forma lineare, imputabile in molti casi ad eccessiva secchezza.

FISTOLA CUTANEA: un tratto anomalo di comunicazione tra un organo interno e la cute.

FLITTENE: è un rilievo della cute a contenuto liquido di grandezza superiore alla vescicola (asse maggiore superiore a 0,5 cm). Il contenuto può essere sieroso limpido, siero-ematico, siero-purulento. La sede può essere intraepidermica o dermoepidermica.

GANGRENA: necrosi tessutale conseguente ad anossia.

GRANULAZIONE: tessuto neoformato che appare durante la fase proliferativa della riparazione tessutale. E’ costituito principalmente da capillari neoformati.

IDROCOLLOIDI: medicazioni avanzate che realizzano un ambiente umido e assorbono piccole/medie quantità di essudato. Disponibili in placche e paste, promuovono la crescita del tessuto di granulazione.

IDROCOLLOIDI EXTRASOTTILI: vedi idrocolloidi.

IDROFIBRE: medicazioni avanzate a base di carbossimetilcellulosa che promuovono un ambiente umido e non determinano traumatismo sulla sede di lesione durante la loro rimozione. Assorbono consistenti quantità di essudato gelificandosi in modo selettivo.

IDROFILICA: sostanza in grado di attrarre acqua.

IDROFOBICA: sostanza in grado di respingere acqua.

IDROGELI: medicazioni avanzate idrofiliche che promuovono l’ambiente umido. Contengono alte percentuali di acqua (fino all’ 80%) e possono idratare lesioni necrotiche stimolando il debridement autolitico.

INFEZIONE: presenza e replicazione di germi all’interno di un tessuto con evocazione di una risposta specifica da parte dell’ ospite.

INFIAMMAZIONE: risposta fisiologica dell’ organismo a trauma o infezione. E’ caratterizzata da segni clinici quali: eritema, edema, ipertermia, dolore.

INNESTO: applicazione di una lamina libera di cute da una sede all’altra. Il tessuto può essere realizzato in laboratorio con varie dimensioni a partire da una piccola biopsia.

IPERGRANULAZIONE: eccessiva formazione di tessuto di granulazione conseguente ad edema dei capillari neoformati.

ISCHEMIA: riduzione di apporto sanguigno in un distretto corporeo accompagnato da sintomatologia dolorosa e progressivo danno tessutale.

LESIONE: termine aspecifico per descrivere un danno tessutale.

LESIONE DA PRESSIONE (LDP): Un’ulcera da pressione è una lesione della cute e/o dei tessuti sottostanti solitamente localizzata sopra a una prominenza ossea, come risultato di una pressione, o di una pressione combinata a stiramento. Esistono vari fattori che possono contribuire o confondere il quadro potendo essere associati alle lesioni da pressione; il significato di questi fattori deve essere ancora esplicitato.

LEUCOCITA: cellula della serie bianca che ha un ruolo importante nelle difese dell’organismo.

MACERAZIONE: alterazione del tessuto per esposizione ad eccessiva umidità. Può riguardare i margini di una lesione qualora essa sia eccessivamente secernente.

MEDICAZIONI AVANZATE: medicazioni caratterizzate da materiale di copertura con caratteristiche di biocompatibilità. Definite anche medicazioni occlusive o semiocclusive.

NECROSI: morte cellulare all’ interno di un tessuto. Si manifesta con aree di colore nero/marrone in base al livello di disidratazione.

NOCOSOMIALI, INFEZIONI: infezioni contratte in ambiente ospedaliero.

PATOGENI: microrganismi in grado di causare una malattia.

POLIURETANO: sostanza presente in numerose medicazioni avanzate.

PRIMA INTENZIONE: guarigione delle lesioni mediante avvicinamento dei bordi con tecnica chirurgica o con materiale adesivo o metallico.

PURULENTO: che produce pus.

PUS: fluido prodotto in corso di infezione, costituito da essudato, germi e cellule della serie bianca in fase di degradazione.

RIPARAZIONE TESSUTALE: guarigione del tessuto che può avvenire per prima intenzione o per seconda intenzione.

SAPROFITA: organismi che non sono patogeni per l’ospite, rappresentanti la normale flora, come ad esempio l’Escherichia coli per l’intestino.

SECONDA INTENZIONE: guarigione delle lesioni che prevede la formazione del tessuto di granulazione con contrazione della ferita, senza avvicinamento dei margini di lesione.

SLOUGH: tessuto devitalizzato di colore giallastro/grigio che appare sul fondo della lesione. Può facilitare l’infezione e deve essere rimosso per attivare la guarigione della lesione.

SOLUZIONE SALINA: soluzione fisiologica composta dallo 0,9% di cloruro di sodio. Rappresenta il miglior detergente per le ulcere croniche non complicate, assieme al ringer lattato e all’acqua.

STADIAZIONE: classificazione delle lesioni necessaria per un corretto monitoraggio della loro evoluzione.

SUPPURAZIONE: processo di formazione del pus.

TOPICO: attributo che viene associato a prodotti che vengono utilizzati per uso locale sulle lesioni cutanee.

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